NOVITA’ EDITORIALE

 

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Enrico Bullian, Il male che non scompare. Storia e conseguenze dell’uso

dell’amianto nell’Italia contemporanea, Trieste, Il Ramo d’Oro Editore, 2008, p.

368, Euro 16,00. Il libro tratta la complessa emergenza che si è creata in conseguenza

dell’utilizzo dell’amianto in Italia e nel mondo lungo il corso del Novecento. Il minerale,

reperibile sul mercato a basso costo, fu usato in ogni Paese industrializzato, anche se già

a inizio Novecento si conosceva la nocività dell’asbesto (sinonimo di amianto) e negli

anni Venti si appurò che le fibre inalate dai lavoratori, una volta depositate nei polmoni,

provocano l’asbestosi, patologia respiratoria che può causare la morte. Ciononostante,

per gran parte del Ventesimo secolo, i lavoratori furono continuamente esposti a concentrazione elevate di fibre

di asbesto. Alcune norme generali di tutela dalle polveri – comunque –esistevano già dagli anni Venti e furono

aggiornate negli anni Cinquanta. Prevedevano che il datore di lavoro fornisse ai propri dipendenti i mezzi di

protezione individuale (le maschere) e collettiva (gli aspiratori con filtri), nonché garantisse la corretta

informazione dei lavoratori sui rischi che subivano a causa del contatto con materiali insalubri. L’asbestosi, dal

1943, era riconosciuta dal legislatore malattia professionale risarcibile, dal momento che poteva provocare

invalidità permanenti o addirittura decessi. Nel corso degli anni Sessanta fu definitivamente accertata la

cancerogenicità del minerale, responsabile di neoplasie particolarmente virulente e a diagnosi infausta: il

mesotelioma e il carcinoma polmonare. A fronte di queste consapevolezze “teoriche”, nelle fabbriche, le misure

sulla sicurezza furono quasi sempre violate: le tante testimonianze dei lavoratori dei cantieri navali, delle

industrie del cemento-amianto e dell’edilizia, degli stabilimenti di costruzione e riparazione delle carrozze

ferroviarie, della miniera di Balangero concordano e confermano questo quadro generale. Solamente nel 1992 il

Parlamento italiano emanò la legge 257 che – finalmente – mise al bando l’amianto, mentre fino all’inizio degli

anni Ottanta erano incessantemente aumentate le tonnellate impiegate all’interno del ciclo produttivo. Risultato:

oggi si registrano quasi quattromila decessi asbesto correlati all’anno in Italia, circa undici al giorno, con tempi

di latenza che superano anche i quarant’anni. Questo quadro sintetico e semplificato (ma nel libro viene

ampiamente approfondito) è utile per infrangere quel “muro di gomma” che avvolge questa autentica tragedia. Il

volume è introdotto dai Senatori Felice Casson e Antonio Pizzinato.

www.ilramodoroeditore.it – info@ilramodoroeditore.it

 

NOVITA’ EDITORIALEultima modifica: 2010-08-20T12:05:00+02:00da giovanni177
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