Diario di Viaggio “Verso Lisbona”

18 luglio ore 5-30… finalmente si parte.
Si parte molto presto,  prima dell’alba: di fatto il programma da rispettare è impegnativo. Mi aspettano seimila chilometri e la tabella, assai pesante va rigorosamente seguita. Tutto è a posto: la moto messa a punto, un’alba che ogni fotografo vorrebbe poter immortalare, entusiasmo alle stelle. La SS 16 (Naz.le Adriatica) le prime ore dell’alba è completamente diversa da come purtroppo si presenta durante l’arco della giornata, poco traffico, il mare con le prime barche che prendono il largo, i profumi dei forni, delle pasticcerie che ancora si possono sentire attraversando i paesi litorali,  il sole  timidamente fa capolino facendoti capire che di li a poco  le luci dell’alba prenderanno il sopravvento alle tenebre della notte e il silenzio verrà sostituito con il rumore assordante del traffico. A Macerata prendo la strada verso Colfiorito curve, salite, discese un percorso ideale per motociclisti, il traffico se pur sostenuto è regolare e permette un’andatura discreta. Tranne brevi soste per il rifornimento (150 Km.) si tira fino in Liguria dove mi concedo una sosta per uno spuntino in autogrill….poi di nuovo in sella. La strada è scorrevole e il traffico non è eccessivo e consente già nel primo pomeriggio di passare il confine. La Francia è raggiunta, ma questo è solo l’inizio. Con un ulteriore tirata si raggiunge Cannes e si cerca una sistemazione per il pernottamento. Non può mancare una passeggiata sulla Croisette e poi… a dormire che la stanchezza è tanta e i chilometri previsti  per l’indomani sono veramente tanti.

19 luglio
dopo un abbondante colazione in un piccolo , ma accogliente giardino, si parte. Un piccolo controllo alla moto: tutto è in ordine e si può andare. Il traffico è tranquillo e il panorama in alcuni punti lascia senza fiato. La guida è faticosa a causa di un forte vento, il famoso Mistral che si incanala dalla Provenza verso il mare. Porta con se il profumo di lavanda e di buganvillea ma rende difficile la guida. Sosta in un area attrezzata  e via verso la Spagna. Al confine si abbandona la via del mare e si taglia verso il nord. La voglia di vedere la costa nord della Spagna è grande. Certo è un percorso meno usuale ma proprio per questo il mio spirito di avventura  mi spinge ad affrontare questo tragitto. Si comincia a salire e lungo il percorso posso ammirare tanti piccoli villaggi dall’aspetto assai accogliente. La strada si fa tortuosa e stretta e la temperatura scende. Il freddo mi intorpidisce i muscoli…e sento di non farcela a raggiungere Andorra, la meta prefissata. Un piccolo villaggio in montagna mi accoglie per la sera, Mont-Louis. L’albergo (l’unico) è gradevole , caldo e offre una buona scelta per il menù: c’è anche un piccolo centro benessere , ma è tardi ed è meglio riposare.

20 luglio
Al mattino non mi va di partire presto: indugio per la colazione, ricca e golosa e poi decido di visitare il fortino che caratterizza il villaggio. L’aria si sta facendo tiepida e quindi è ora di riprendere il viaggio. Si sale in gran fretta e la nebbia ed una leggera pioggerellina  in breve tempo prendono il posto del sole. Fa freddo e la visibilità e scarsa. Mi avvicino sempre più al valico: il traffico è rallentato e intenso. Si fa fatica ad andare avanti…poi finalmente si svalica e la nebbia si dirada. L’andatura torna normale e si procede a buon ritmo verso Andorra. Mancano ormai pochi chilometri e.. il cielo si fa sempre più minaccioso. Improvvisamente inizia a piovere non c’è spazio in cui fermarsi per indossare i pantaloni da pioggia. Arrivo ad Andorra completamente bagnato e prima di una rapida visita della città devo cambiarmi e riscaldarmi. Un the caldo mi rimette in sesto. Poi una visita in un piccolo centro commerciale….dicono che i prezzi siano buoni dato che è un porto franco, ma subito ad un primo sguardo non noto alcuna convenienza Il viaggio riprende dopo poco e l’obiettivo è la città di Saragoza. Raggiungo la meta fin dal primo pomeriggio e mi sistemo in un modesto albergo al centro della città. Una doccia e via in giro per la città con l’inseparabile Canon. Molto bella una grande piazza dove rifondono armoniosamente una fontana moderna con un’architettura dei secoli precedenti. Alle spalle della piazza un grande ponte da cui ammirare il panorama della città che si adagia lungo le rive di un fiume di notevole portata. La vista è rilassante e piena di luci e colori  comincio a cercare un posto caratteristico in cui cenare, ma è presto e in Spagna la cena è molto tardi. Torno in albergo e fortunatamente posso godere di un buon menù.

21 luglio
Il desiderio di respirare l’aria dell’oceano prende il sopravvento. È bene controllare la moto per viaggiare tranquilli: è tutto a posto e allora in sella per la nuova avventura. Le soste sono brevi perché voglio risparmiare il tempo e lasciarlo per gustarmi l’oceano. Il tempo è incerto e piuttosto freddo . l’aspetto del cielo cambia in continuazione e le nuvole non promettono niente di buono. Ma ecco finalmente l’oceano….i colori sono bigi e l’atmosfera è inquietante ma se pure mi sento piccolo di fronte a tale spettacolo mi pervade una sensazione di stupore. Uno dei miei sogni si realizza e la mia mente  vuole gustare questa emozione con voracità. La pioggia insistente e le condizioni climatiche sempre più  minacciose mi convincono a fermarmi per la notte: Gijon è una cittadina sulla costa ,molto estesa in lunghezza. Dietro al faro scopro una piazzetta, tipico luogo di ritrovo per le persone del luogo. C’è un alberghetto modesto ma invitante e la camera e pulita e dignitosa.  L’insenatura sul mare è fiancheggiata dal faro e da una chiesa romanica grande e ben tenuta. La vista è spettacolare e riesco e scattare una serie di foto assai interessanti. In una struttura chiusa e creata appositamente posso ammirare i resti di terme romane….un vero tuffo nel passato. La cena è in un tipico locale del posto dove gli avventori commentano il gran premio di formula 1 disputatosi nel pomeriggio, provo ad inserirmi nel discorso elogiando le doti della Ferrari ma, capisco che non è il caso di insistere sono circondato da tifosi di Alonso.

22 luglio
prima di partire è necessario riorganizzare i bagagli, trovare un bar per una buona colazione e.. cercare degli scarponcini nuovi (quelli con i quali sono partito dopo onorato servizio hanno deciso di andare in pensione) per proseguire il viaggio. Fortunatamente c’è un negozio con articoli per i motociclisti e i prezzi sono accessibili. Ora si può partire. Anche oggi il tempo è incerto e il percorso previsto è lungo…vorrei raggiungere il Portogallo. Il tratto non offre molto da un punto di vista paesaggistico. Minaccia pioggia e mi fermo in un’area di sosta frequentata da camionisti per mangiare: si mangia bene a poco prezzo e la sosta mi evita un brutto acquazzone. Riparto subito dopo ma la pioggia ormai è alle spalle e il viaggio procede senza intoppi. Lungo il percorso varie indicazioni guidano verso la strada percorsa dai pellegrini lungo il cammino che porta a Santiago di Compostela. I luoghi intorno emanano una forte suggestione. Sento di non farcela a raggiungere la meta prefissata e scelgo di fermarmi in una località sul mare, ormai sul versante del Portogallo. Espino è una cittadina allegra e movimentata, si vede in giro gente un po’ strana: è bene cercare un  albergo con  garage. Mi sistemo in un Hotel molto bello, con vista sull’oceano. Prima di sera un bel tuffo in piscina e un po’ di relax nella vasca idromassaggio Prima di cena scatto varie foto: c’è una bella luce e i risultati sono soddisfacenti. La cena è servita in una veranda sul mare con una buona scelta di piatti e vini ai quali non so dire di no.

23 luglio
dopo la prima colazione indugio in una passeggiata sulla battigia dove onde oceaniche cavalcate da surfisti si infrangono su di essa  anche se c’è il sole la temperatura costringe a coprirsi  e poi , in sella ai miei cavalli finalmente verso Lisbona. Il tempo è bello, il traffico regolare . Un cartellone indica l’uscita per Fatima e sento il bisogno di fermarmi. L’emozione è grande, il bianco emana una luce soprannaturale , tutto è ovattato, il tempo sembra fermo e la sacralità del luogo emana da ogni dove. Mi fermo a meditare, e dopo aver scritto le cartoline di rito….. si riparte. La meta si avvicina e l’attesa è carica di aspettative e di emozioni.
Ci siamo…davanti a me Lisbona in tutto il suo splendore. Sistemazione in albergo, moto in garage e pronto per la tanto attesa visita. Cammino tutto il pomeriggio:tutto è sorprendentemente bello e verso sera Lisbona antica mi prende con le sue viuzze, i suoi colori, la sua musica il Fado che si anima uscendo da guitarra  portuguésa sapientemente sollecitate da artisti sconosciuti e da una voce malinconica.

24 luglio
Esco presto  per esplorare la città: scelgo un autobus che promette un tour panoramico e dettagliato. La mattina scorre tra scoperte sempre nuove e sensazioni forti e inaspettate. Prima di pranzo una visita alla moto; merita un pò di riposo ma non presenta alcun problema. Il pomeriggio visito tutta la zona del porto e poi di nuovo la parte antica con le sue atmosfere: cena in un locale tipico e….per concludere un porto di ottima qualità.

25 luglio
purtroppo si riparte; le borse sono a posto e la moto è stanca di stare ferma. Attraverso il ponte Vasco De Gama e da lì un ultimo saluto ad un posto indimenticabile. Il programma è impegnativo; lasciato il Portogallo si taglia nella parte interna della Spagna. Fa un caldo terribile il termometro della moto segna 41°  il percorso è desolato, con tratti  quasi desertici. Qualche sosta per bere e, dopo il pranzo, via verso la costa sperando in un po’ di frescura. Sono stanco e devo fermarmi. Sono a Malaga e mi fermo in un hotel sul mare. La cena è frugale, ma ho bisogno di dormire.

26 luglio

oggi devo raggiungere Valencia dove da poco si è conclusa la L’America ‘s Cup. Il viaggio di ritorno risente della stanchezza dovuta ai tanti chilometri e l’entusiasmo non è più lo stesso. I viaggi dovrebbero essere solo di andata!! Mi fermo al  primo B&B che  incontro. L’importante è riposare.

27 luglio
la meta di oggi è Barcellona e il percorso si articola tutto lungo la costa. Mi stupisco di come gli spagnoli abbiano saputo sfruttare il loro territorio anche se a scapito dell’aspetto paesaggistico. È un susseguirsi di serre, non belle da vedersi ma certamente funzionali la temperatura è sempre altissima si viaggia non al di sotto dei 40° e dall’Italia giungono notizie su incendi che stanno devastando il nostro Paese. Sono a Barcellona e per prima cosa mi informo sul come tornare via mare per ridurre i chilometri da fare. Purtroppo la nave parte nel pomeriggio e il programma di fermarsi per una notte e di visitare la città salta. Dopo le operazioni di imbarco si prende il largo e inizia una nuova avventura. Mi concedo il piacere di una buona cena a bordo e poi a dormire…

28 luglio

passo la mattina sul ponte faccio amicizia con altri Bikers ci scambiamo le nostre avventure. Qualcuno la sta cominciando, altri come me la stanno portando a termine.  La vista della Sardegna e della Corsica è spettacolare. L’avvicinarsi della costa mi fa capire che l’avventura volge al termine¸ si sbarca a Civitavecchia: una stretta di mano agli amici motociclisti con i quali ho condiviso la navigazione.   Rimane solo l’ultimo tratto, Civitavecchia Pescara: non me la sento di percorrere la strada normale, la stanchezza, il caldo torrido il traffico caotico dei vacanzieri della domenica mi fanno scegliere l’autostrada, che mostra tutte le ferite inferte dal fuoco degli ultimi giorni, l’odore acre scheletri di alberi arsi dal fuoco appiccato da qualche folle. Gli ultimi chilometri sono pieni di nostalgia ma anche di progetti per il prossimo anno.

                                un lamp a tutti

Diario di Viaggio “Verso Lisbona”ultima modifica: 2008-07-04T11:30:00+02:00da giovanni177
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Un pensiero su “Diario di Viaggio “Verso Lisbona”

  1. ITACA

    Quando ti metterai in viaggio per Itaca
    devi augurarti che la strada sia lunga,
    fertile in avventure e in esperienze.
    I Lestrigoni e i Ciclopi
    o la furia di Nettuno non temere,
    non sara` questo il genere di incontri
    se il pensiero resta alto e un sentimento
    fermo guida il tuo spirito e il tuo corpo.
    In Ciclopi e Lestrigoni, no certo,
    ne’ nell’irato Nettuno incapperai
    se non li porti dentro
    se l’anima non te li mette contro.

    Devi augurarti che la strada sia lunga.
    Che i mattini d’estate siano tanti
    quando nei porti – finalmente e con che gioia –
    toccherai terra tu per la prima volta:
    negli empori fenici indugia e acquista
    madreperle coralli ebano e ambre
    tutta merce fina, anche profumi
    penetranti d’ogni sorta; piu’ profumi inebrianti che puoi,
    va in molte citta` egizie
    impara una quantità di cose dai dotti.

    Sempre devi avere in mente Itaca –
    raggiungerla sia il pensiero costante.
    Soprattutto, non affrettare il viaggio;
    fa che duri a lungo, per anni, e che da vecchio
    metta piede sull’isola, tu, ricco
    dei tesori accumulati per strada
    senza aspettarti ricchezze da Itaca.
    Itaca ti ha dato il bel viaggio,
    senza di lei mai ti saresti messo
    sulla strada: che cos’altro ti aspetti?

    E se la trovi povera, non per questo Itaca ti avrà deluso.
    Fatto ormai savio, con tutta la tua esperienza addosso
    gia` tu avrai capito cio` che Itaca vuole significare.

    COSTANTINOS KAVAFIS

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