venerdì, 29 gennaio 2010
Uscita didattica
Lunedì 1 febbraio Martedì 2 febbraio e venerdì 5 febbraio per gli iscritti al corso di fotografia, appuntamento alla Madonnina del Porto ore 19,00.Non dimenticate il cavalletto. In caso di pioggia lezione in sede.
10:58
Scritto da : giovanni177
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Anno Zero di Mario Fracasso
ANNO ZERO – film di Milo Vallone
REGIA di Mino Vallone
Personaggi e interpreti: BARIONA - Milo Vallone; SARA-Ilaria Cappelluti; LELIO – Piero Pantalone; PUBBLICANO – Michele di Mauro; SIMONE - Fabio Ventura; PAOLO - Paolo Paolini; MATTEO - Emiliano Scenna; MARCO - Luigi Belpulsi; STREGONE – Giacomo Vallozza; ANGELO del Messia – Marco Paparella; ANGELO di Bariona – Francesco Epifani;
FILIPPO – Michael Melatti; JARAVEH – Andrea De Massis; GIOSUE’ – Michele Piciocco; CHALEM – Stefano Francioni; SAMUELE – Giuseppe Mistichelli; MELCHIORRE – Claudio Marchionne; REBECCA – Mariella Orlando; PRESENTATORE DI IMMAGINI – Edoardo Siravo
Alla fine di questo film-lungometraggio ci si trova, di certo, con il cuore ricolmo di emozioni. Questo per l’intensità del tema trattato e per la capacità di averlo introdotto e riferito alle tragiche vicissitudini che hanno sconvolto la nostra regione dall’Aprile 2009. La speranza che Milo Vallone, regista e interprete, legge nell’opera di Sartre a cui il film si ispira, Bariona, il figlio del tuono, con la quale il suo autore voleva consolare gli animi e sollecitare la resistenza all’oppressione e allo sconforto dei suoi compagni di prigionia nel campo nazista di Treviri, può essere riproposta come la stessa speranza che gli Aquilani devono mantenere in una rinascita della vita nella loro città e nei loro borghi. Una speranza che traspare fortemente dal film e si fa forte non di una fede cieca ma di una coscienza atea e riconosce, proprio nella gioia di vivere, nonostante la sofferenza sia insita nell’esistenza stessa, il motivo per considerare la vita irrinunciabile. E proprio per sottolineare come, soprattutto dopo catastrofi come un terremoto, bisogna mantenere questa speranza anche durante la sofferenza, c’è stata una scelta tutta abruzzese della location e del cast e della troupe. Infatti, tra gli ambienti del Castello Farnese di San Valentino in Abruzzo Citeriore e dell’abbazia di Collemaggio all’Aquila hanno lavorato 52, tra attori professionisti, comparse, tecnici e responsabili di produzione, tutti nostri corregionali. E anche l’unico attore di fama nazionale, Edoardo Siravo, scelto come presentatore di immagini ha origini abruzzesi.
Particolarmente apprezzabile è, poi, per un occhio non addetto ai lavori come il mio, la sensazione di teatralità trasposta nel film. Anno Zero si impone, infatti, non solo come un film che, pur essendo low budget, appare ben riuscito ma, forse, anche, come una nuova visione del teatro, uno sguardo su di esso da una nuova angolazione: è il teatro stesso che scende dal palco, recita nell’ambiente aperto, si muove in esso e, ripreso dalle telecamere, si fa film. E lo spettatore si ritrova, così, a osservare attraverso il grande schermo ogni volta una scena teatrale; è il teatro stesso che, pur sovrastato dalla potenza mediatica del grande schermo, può riappropriarsi del suo spazio culturale e di una grande fetta di pubblico, ormai impigrito nei suoi confronti, proprio attraverso il cinema stesso.
Osservando la proiezione, alcuni particolari, come alcuni oggetti che dovevano richiamare un’ambientazione antica, i dialoghi e le musiche potrebbero apparire innaturali ed eccessivamente drammatizzati. Ma è proprio la carica teatrale che ha questo film che sorprende e che trasmette a chi osserva e ascolta la carica emozionale della storia rappresentata e gli spunti di riflessione della filosofia di Sarte, che, in Bariona, pur non rinnegando il suo ateismo, lo riscatta, non nei confronti della fede ma della speranza e della libertà di poter vivere e gioire nonostante le sofferenze.
Anche la scelta del bianco e nero, discutibile se si considera che anche in antichità il mondo era certamente a colori, va inquadrata nella resa teatrale e, infatti, rende bene l’idea di una sofferenza interiore ed esteriore al protagonista.
Anno Zero è, in definitiva, un film che, a livello cinematografico, non potrà certo reggere il confronto con le produzioni faraoniche e titaniche, ormai anche in 3d, ma che val la pena di esser visto forse ancor di più di quelle. Perché l’originalità e il coraggio con cui è stato creato sono sicuramente da lodare, perché, soprattutto, ti si stampa in mente per le idee e i concetti espressi e nel cuore per le forti emozioni che riesce a provocare. E forse questo film, per citare il suo ispiratore, Sartre, andrebbe apprezzato perché merita, non perché premiato da chissà quale giuria.
Mario Fracasso
10:50
Scritto da : giovanni177
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lunedì, 14 dicembre 2009
CORSO DI FOTOGRAFIA
| Corso di Fotografia 2010
Docente DAC FIAF Giovanni Iovacchini
FIAF - FEDERAZIONE ITALIANA ASSOCIAZIONI FOTOGRAFICHE
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08:47
Scritto da : giovanni177
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